"Flash" - Dicembre 2000    


Una proposta interessante è quella che ci arriva dagli AUTICADA, band sospesa a metà strada tra metal, influssi classicheggianti (soprattutto a livello di tastiere) e una ricerca sonora molto vicina al prog rock dei seventies.

Solo tre pezzi compongono questo demo-Cd, ma ce n'è abbastanza per farsi una discreta idea delle, capacità degli Auticada, sia dal punto di vista tecnico che compositivo. Interessante ed originale il cantato in italiano, sorretto da un songwriting di buona qualità, che fa di "Aurea" un lavoretto interessante.

Nessuno fra i tre pezzi segnalerei come il miqliore, il lavoro è da ascoltare e giudicare nella sua interezza. Una limatina in sede di registrazione e missaggio e direi che ci siamo.

 
 
"Metal Schock" - Febbraio 2001    


Lo stile è di per sé al massimo della classicità, hard e metal con forti venature strumentali dal sapore romantico. II gruppo mantovano suona con rigore e trasporto e le canzoni risentono di questo forte impatto emozionale che eleva un livello non trascendentale.

II cantato e in lingua madre e dai toni piuttosto seri e teatrali comunque in accordo con la musica ricca di tastiere e dagli arrangiamenti nutriti...

Il primo brano rientra in una forma abbastanza scontata non esaltante si intitola "Dimentica', decisamente meglio "Aurea I" ed ancora di piu "Aurea II", sicuramente il pezzo piu bello, denso di pathos e con un duello voce tastiere che colpisce all'ascolto. Un gruppo che suona musica con cognizione e maturità, ma con pochi guizzi creativi. (er)

Voto 3/5

 
 
"www.musicametal.it"


Arriva da Mantova il gruppo degli Auticada dedito ad un Metal classico melodico cantato in italiano.

Si inizia con il brano dal titolo "Dimentica", un buon esempio di Heavy Classico dove il cantante Alessandro dimostra di saper interpretare molto bene il pezzo con una certa teatralità, oltre ad essere dotato di una voce pulita e di una buona estensione. Il secondo pezzo dal titolo "Aurea I parte" é invece uno strumentale, dove tutta la band da buona prova di se, mostrando in evidenza chitarra e tastiera. "Aurea II parte" ci fa sentire ancora una volta un cantante ispirato, seguito molto bene dalla band, da notare che è sempre presente una notevole dose di melodia, mentre chitarre e tastiere s'intendono molto.

Nell'insieme un gruppo dotato di una certa maturità che ancora buoni margini di miglioramento, visto che musicalmente ci sanno fare.

Antonio

Mucchio Selvaggio - n°489 Giugno 2002


Attivi dal '96, gli AUTICADA sono un quintetto mantovano dedito ad un prog-metal dal taglio melodico, grazie al lavoro incessante delle tastiere che fanno da tappeto alla buona voce di Alessandro Zani: La scommessa del gruppo e' il cantato in italiano, che intriga ma non sempre convince a livello lirico.

In questo promo di tre pezzi intitolato "AUREA" che anticipa un futuro CD, gli AUTICADA mostrano luci ed ombre, queste ultime specie nella parte ritmica, troppo semplice per chi ha ambizioni metal-prog. ..........

Gianni Della Cioppa

Metal Empire - Web Fanzine


Gli Auticada ci propongono un genere molto in voga durante i primi anni '80, ovvero un hard rock melodico di stampo Deep Purple con influenze prog-rock anni '70, e molto classicheggiante per quanto riguarda gli arrangiamenti delle tastiere.

Questo 3-pieces basta ed avanza per farci focalizzare le capacità compositive di questi ragazzi, i quali possiedono un'ottima padronanza tecnica, oltre ad un maturo songwriting. La voce poi è perfettamente amalgamata nella musica, essendo molto teatrale e versatile.

In ultima analisi non penso che ci sia una canzone che spicchi sulle altri, forse c'è "Aurea II" che si eleva di una spanna sulle altre due, ma nel complesso è un demo + che buono.

FM

Nero Opaco - WebFanzine


Auticada, band attiva da 8 anni, proveniente da Mantova, nella discografia del presente combo progressive metal "Aurea" è il secondo demo prodotto nel 2000 che fa da apripista al futuro e (sembra) imminente full-lenght che oggettivamente , dopo l'ascolto di questo maestoso gioiello progressive, si attende con ansia e grande piacere.

"Aurea" è il risultato di un lavoro stilato conseguentemente ad una sperimentazione che lega il genere progressive di vecchio stampo, e che si rifa quindi al progressive/rock anni '60/'70, alle piu recenti sonorita metal odierne. Sublimi e maestose atmosfere che ci danno 15 minuti da brivido, di grande coinvolgimento emotivo, che ci trascinano alla goduria piu alta delle emozioni in musica piu introspettive, che ci fanno volare sulle ali dei sapori piu esclusivi della produzione progressive metal italiana, che ci fanno navigare sulle onde di un mare in quiete e in tempesta allo stesso tempo, che ci pone all'ascolto di un eccezionale veicolo cellestiale che sa trasmettere, che sa dare, che riesce nell'intento di creare uno stato d'essere all'ascoltatore, che riesce a dare grinta e soprattutto delle emozioni uniche.

Il risultato di questi dettagli definiscono l'idea musicale degli Auticada come un grande gioiello di musica da custodire e sorvegliare con cura per la sua grande capacita di trasfondere, di dare. Io credo che l'obiettivo di un musicista, di qualsiasi artista, in qualsiasi genere e in qualsiasi forma musicale espressa, sia quello di dare, di trasmettere qualcosa, che sia rabbia, che sia forza, che siano emozioni come in questo caso specifico.

L'analisi dell'idea e del gusto musicale presenti nelle 3 tracks del cd si conclude sommariamente ribadendo la grande capacità di saper trasmettere e quindi che l'obiettivo degli Auticada è pienamente centrato. L'analisi delle tracks è semplice. Sono tutte di grande effetto, testi in italiano, originali, atmosferici, tutte collegate tra di loro, sembrano quasi essere una conseguenza dell'altra, e dove la track "Dimentica" rappresenta il pasto completo dell'abbuffata sensazionale dell'empatia di "Aurea".

Nota negativa la produzione audio non sempre godibile e sicuramente da migliorare in fase fonica, il songwriting si deve accorgere in qualche fase specifica per non rendere il prodotto piatto e stabile. Difficile comunque soffermarsi su alcune pecche come queste perche su tutto prevale la "musica", la grande capacita tecnica degli artisti, la forte e logorante atmosfera nostalgica che davvero ci rende soddisfatti della presenza della band nel panorama italiano in direzione progressive metal.

Attendendo news dagli Auticada la nostra attenzione oggi è richiamata da "Aurea" , grande, grande gioiello nostrano che rivolge considerazione alle labels e invita i fans al loro seguito. Chi come me nella scena metal italiano ha il ruolo di decantare meriti e/o demeriti, prospettare idee e proposte musicali delle nostre bands è lieto di appartenere alla categoria quando viene convinto da lavori di questa portata, di questo livello.

Raw and wild - Heavy' zine eighties-web radio


Non male questi AUTICADA, quintetto mantovano dedito ad un classic-metal molto sinfonico che potrebbe ricordare, in alcuni punti, qualcosa di riconducibile a "A TIME NEVER COME" dei nostrani SECRET SPHERE. Ma andiamo per ordine. La prima cosa che salta all' orecchio è il cantato in italiano,scelta sicuramente coraggiosa ma, a mio parere, assolutamente discutibile, in quanto, prima di tutto, mal si accosta alle sonorità proposte dal gruppo e, in secondo luogo, essendo l'italiano molto meno malleabile rispetto all'inglese per quanto riguarda la fonetica, la metrica e l'enfasi vocale, non permette al buon Alessandro Zani di esprimere al meglio le proprie capacità vocali.Molto buoni, invece, gli inserti di tastiera e di chitarra ad opera, rispettivamente, di Massimo Pirotti e Antonio Facchini, che risaltano particolarmente nella strumentale "AUREA 1", pezzo molto classico, impreziosito da un bell'intermezzo di clavicembalo che dona alla composizione quel tocco di barocchismo che non potrà non piacere agli amanti del genere.Non giudicabile la sezione ritmica, che vede Marco Baldini al basso e Davide Lamagni alla batteria, essendo penalizzata da una registrazione non all'altezza che non mette in risalto né il basso né la cassa della batteria e rende il charleston e il rullante decisamente finti( all' inizio pensavo si trattasse di una drum-machine). Nel complesso, comunque, un demo godibile( le idee e la tecnica ci sono), ma che evidenzia alcune lacune che è necessario colmare per poter dare alla luce un prodotto professionale.

Chris.

Heavy metal-metal web-zine


La band si forma originariamente nel lontano 1994 e dopo diversi cambi di formazione e la pubblicazione del primo demo nel 1997, giungono a questo secondo nel 2000. In tutta onestà non sono proprio riuscito a capire la loro proposta. La produzione è pessima, la registrazione pure, le chitarre quando sono presenti risultano essere soltanto un fastidioso rumore di sottofondo; il basso non lo si sente proprio, eccezione fatta per "Aurea II" in cui ha un suo ruolo più marcato. Per di più i brani sembra che siano stati incollati prendendoli da altre registrazioni, dato che iniziano con un taglio netto di un qualche brano precedente, vedi "Aurea I" e "Aurea II". Al contrario invece le tastiere dominano i tre pezzi proposti, insieme alla pur buona voce del cantante Alessandro Zani, ma risultano di una banalità e semplicità disarmanti. Dalla biografia leggo che la band propone un prog rock ma, onestamente, non ho riscontrato nè il prog nè il rock nel demo. Dall'abbondanza di tastiere e da quel poco che si riesce ad intuire dalle chitarre sembra un gruppo di sola musica sinfonica perchè, ripeto, le chitarre proprio non si sentono. In pratica i brani risultano voce/tastiere/batteria. Cercherei inoltre di rendere più complesse le melodie, sia di tastiera che di chitarra, perchè sono veramente troppo prevedibili il che non è adatto ad un gruppo che vuole suonare prog rock. Il cantato in italiano è ben amalgamato con le atmosfere sinfoniche dei brani e questa è una delle pochissime cose buone di questo demo. Non me ne voglia male il gruppo ma questo lavoro è insufficiente. Per colpa della pessima registrazione? Non so. Sta di fatto che se l'idea di suonare molto sinfonici, quasi all'inverosimile, col cantato in italiano è discreta non si può dire altrettanto dal punto di vista compositivo, un po' meno da quello esecuitivo. C'è ancora tanto lavoro da fare, veramente tanto.

Stefano Muscariello.

HM Portal-Web zine


Tre tracce, cantate in italiano, di metal melodico (lontano dallo speed-power, tanto per evitare bislacchi misunderstanding) che non disdegna passaggi più progressivi e ricercati, creando così una miscela sonora piuttosto interessante. Questo è il riassunto di "Aurea", degli Auticada, un demo registrato nel 2000 che si continua a promuovere per farne un'anticipazione del prossimo episodio discografico della band mantovana. Davvero intrigante l'idea di cantare in italiano, tra l'altro scrivendo testi che ritmicamente non fanno sentire la mancanza della lingua parlata dalla regina Elisabetta. In futuro saranno però tradotti in inglese, andando così a creare due differenti versioni delle canzoni: una più "sperimentale", in italiano, e una più "comoda" in inglese. Si parte con "Dimentica", buon pezzo senza particolari colpi di scena ma con un innegabile appeal melodico e dalle suggestive atmosfere create dalle tastiere di Massimo Pirotti, il quale mi sembra non abbia potuto contare su dei suoni al top, ma ha dimostrato di saper usare bene ciò che aveva a disposizione. Si prosegue con lo strumentale "Aurea I", buon pezzo dalle non eccessivamente velate ambizioni progressive, senza però mai perdersi in soluzioni cervellotiche, che rivela l'apprezzabile bagaglio tecnico degli Auticada. L'ultimo pezzo di questo demo è "Aurea II", dove le coordinate stilistiche del combo mantovano rimangono immutate, ma in questa canzone viene fuori forse il difetto peggiore del lavoro: l'eccessiva staticità interpretativa del pur buono Alessandro Zani (che ora non fa più parte degli Auticada), cantante che, esemplificando e semplificando un po', si piazza su una zona dello spartito e da lì si muove relativamente poco. Non mi è parso un problema di estensione, e comunque non potrei giudicare con certezza sulla base di appena ¼ d'ora di musica, quanto proprio una questione di dare sempre le stesse coordinate interpretative ai pezzi, muovendosi inoltre pressappoco sulle stesse note. Credo che bisognerebbe sforzarsi di dare colori diversi alle melodie delle varie canzoni, o, in maniera ancora più ricercata, alle strofe o versi del testo di un singolo pezzo. "Sentire" il testo e dare voce al messaggio che racchiude, insomma (facile a dirsi, ma se ci si fa caso, non sono poi in tanti quelli che ci riescono...). Bocciatura, infine, anche per i suoni di chitarra e per la post-produzione. Il risultato finale non è da buttare, assolutamente, ma a mio parere si poteva ottenere anche di più (una diversa distorsione delle chitarre, meno confusionaria nelle ritmiche, un più accurato e attento lavoro di pulizia delle tracce, e il disco avrebbe avuto già un altro appeal, a mio parere.). Con "Aurea" gli Auticada si propongono con un cd che offre delle gustose intuizioni melodiche, delle atmosfere ricercate e sognanti, ma che spunta appena la sufficienza, un po' perché sono sicuro la band sarà in grado di fare di più, e un po' per alcuni problemi non tanto dovuti a mancanza di talento, quanto al bisogno di crescere ancora un po'. Si risolverà tutto con il tempo? Noi crediamo di sì e comunque è quello che auguriamo alla band, in attesa di risentirli nuovamente su cd!

Voto: 60

Recensore: Elyel

Data di pubblicazione recensione: 18-03-2003

METALLO ITALIANO-Metal web zine


AUTICADA - "AUREA" - Demo cd Giungono da Mantova gli Auticada, band dall'indubbia preparazione tecnica che ci offre un heavy metal con venature power-prog di buona fattura, come mostrano le tre tracce di cui consta la demo di questa recensione. E' da aggiungere inoltre che una delle particolarità della band è l'utilizzo della lingua italiana, scelta effettuata molto di rado quando la proposta musicale è di questo tipo. La prima traccia, "Dimentica", è introdotta da un maestoso suono di tastiere e si snoda in un energico heavy-prog metal con linee vocali che mi ricordano molto quelle del rock nostrano. "Aurea I" è un brano strumentale in cui i nostri ci dimostrano appieno di cosa sono capaci: dall'introduzione tipicamente power agli assoli di chitarra e tastiere, agli stacchi prog, il tutto concentrato in soli quattro minuti! A chiusura della demo, "Aurea II", altro pezzo in cui le tastiere tipicamente power metal ricordano parecchio gli Stratovarius. Unica pecca la produzione, che penalizza tutti gli strumenti, conferendo un suono non proprio pulito al tutto, ma per il resto la band si distingue anche per lo sforzo di inserire elementi originali nella propria musica, come il cantato in italiano e la fusione di vari generi. Ergo, la proposta può ritenersi nel complesso valida.

Lucia Lasorsa.

MOVIMENTI PROG - Progressive web zine


AUTICADA - "AUREA" - Demo cd Heavy prog da Mantova 

Gli Auticada sono una giovane band mantovana: nato nel 1994, il quintetto sforna il primo demo cd (“Immagine riflessa”) nel 1997 ed il secondo nel 2000. Questo “Aurea” contiene tre pezzi, attualmente in corso di revisione e riarrangiamento in vista dell’imminente album d’esordio, caratterizzato, per ammissione del gruppo stesso, da sonorità dichiaratamente progressive. Massimo Pirotti alle tastiere, Marco Baldini e Davide Lamagni basso e batteria, Antonio Facchini alla chitarra. Nel quintetto era presente anche il vocalist Alessandro Zani, ora rilevato dal nuovo arrivato Andrea Cavallini. I tre brani contenuti nella demo collocano la band in un contesto alquanto “ibrido”, a cavallo tra un arioso prog tastieristico, heavy metal dall’impostazione epica e melodica, con un buon cantato in italiano. Sono le magnetiche tastiere di Pirotti e la voce di Zani a segnare “Dimentica”, vicina sia ai Timoria che agli Stratovarius degli episodi meno banali. Le due parti di “Aurea” indicano invece una folgorazione per il metal neoclassico e per certe costruzioni tastieristiche (mi vengono in mente i Vision Divine), con delle chitarre, fluide e roventi al contempo, che avrebbero meritato maggior risalto. Si tratta di una intricata composizione, a tratti scontata e deboluccia, possiede però un appeal melodico e degli stralci di maestoso sinfonismo che potrebbero diventare il marchio di fabbrica dell’Auticada-sound. L’enfatico cantato (nella seconda parte) del dimissionario Zani rivelava invece l’amore per il rock italiano, le ritmiche mi sembrano scorrevoli ed efficaci. Spesso affiora alla mente il ricordo dei nostri, ottimi, Top Left Corner. Quello che rileva dopo diversi ascolti è però una sensazione di incompiutezza: è vero che si tratta di soli tre brani, insufficienti per dare un giudizio più approfondito, ma il songwriting sembra incompleto. Attendiamo dunque il futuro lavoro d’esordio, anche per verificare che genere di “labor limae” sia in corso sui tre brani. I ragazzi sono ascoltabili anche su Vitaminic. Cominciamo a seguirli già da ora.

Donato Zoppo