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AUTICADA - "AUTICADA" - Demo cd 2002
Nel loro demo gli Auticada ci regalano 5 perle per 25 minuti di grande musica: solo così posso definire queste maestose composizioni di rock sinfonico, cantate in italiano, che risultano imbevute di gusto per il progressive anni '70.
I testi delle canzoni, ottimamente supportati dalla sezione musicale, ci narrano di sentimenti, di paure e di incertezze che magari sono state già presenti nel nostro animo o che magari potrebbero manifestarsi in futuro.
Il tasso tecnico in questo demo risulta molto elevato: tutti i musicisti coinvolti sono fautori di una prova veramente convincente che dimostra come questa band, attiva sin dal 1994, sappia il fatto suo tecnicamente.
Se avete letto prima la parola progressive non dovete spaventarvi: qui non ci sono tecnicismi esasperati ma vi è la ricerca del bello, del musicalmente perfetto (se mai questa ricerca avrà fine); le melodie di questo demo sono qui per farvi sognare, mentre le linee vocali arrivano a livelli di vera e propria poesia.
Non mi sento di segnalarvi uno o più brani di questo demo: secondo il mio parere tutte e cinque le composizioni dei mantovani Auticada sono pregevoli e meritano di essere assimilate piano piano, perchè ogni successivo ascolto può far trasparire nuove sensazioni o sentimenti nel vostro animo, animo che vi sarà grato per averlo reso partecipe di una così intensa e sognante esperienza musicale.
Se volete fare un regalo alla vostra anima procuratevi questo demo e ascoltatelo più e più volte: non ne rimarrete delusi.......
Voto: 90
Flames Of Hell.
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Heavy prog dal mantovano
Gli Auticada sono una prog band mantovana molto attiva. Dopo un paio di demo-cd incentrati prevalentemente su un hard progressivo di estrazione neoclassica, ci riprovano con un'altra produzione demo chiamata semplicemente “Auticada”. La band è sempre composta dal vocalist Alessandro Zani, dalla coppia ritmica Marco Baldini e Davide Lamagni, dal tastierista Massimo Pirotti ed il chitarrista Antonio Facchini.
Più che un prog metal neoclassico di derivazione malmsteeniana o alla Symphony X, la band mantovana si accosta ad un prog rock hard ed epico, sulla scia di quanto fatto dai veneti Marathon e Top Left Corner a metà degli anni ’90. I risvolti classicheggianti dell’ottima strumentale “Aurea”, il “maschio” vigore dell’opener “Dimentica” (i due brani già presenti nel precedente dischetto), testimoniano l’affetto del gruppo per sound più decisi ma non privi di carica drammatica.
Stavolta sono le tastiere ad avere degno rilievo. La seconda parte di “Aurea” spinge la band su territori più heavy ma con il consueto piglio epico. Anche Zani ha una buona impostazione vocale (spesso ricorda Francesco Renga) ma lo preferiremmo ancor più robusto.
La band ci propone anche due nuovi brani: “Maschera” si apre con un coro gotico ma si sviluppa come un canonico heavy prog sinfonico, con graziosi inserti di piano. “Vivo” è invece un classico heavy metal classicheggiante, tra Elegy e Symphony X, tuttavia ben eseguito e rifinito.
Consigliamo alla band di proseguire il suo cammino ma di lavorare molto sulla personalizzazione del sound: già il cantato in italiano li pone in una sorta di interessante limbo, è però necessario proseguire nella ricerca di una propria identità.
Voto: 6
Donato ZOppo
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| | DK666-Metal web zine
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AUTICADA - "AUTICADA" - Demo cd 2002 . Ah, so bene quello che vuol dire cercare di fare roba un pò più pesante dei cartoni animati qui in Italia...A partire dalla fatica di trovare qualcuno disposto a sentirti, per non parlare poi di trovare uno straccio di contratto discografico, neanche decente mentre nel resto d'Europa anche i più incapaci riescono a sfornare dischi su dischi (che avrà messo sotto contratto i Necroderio?)...A volte la cosa è un peccato come nel caso dei nostri "nordici" Auticada che con questo demo da cinque brani ci regalano molte emozioni, in un universo rock prog, senza alcun dubbio anche molto tecnico, che in certi versi mi ha ricordato gli Ayreon meno spaziali, soprattutto per l'uso delle tastiere. Gli arrangiamenti sono molto ben curati, si sente che non sono dei sprovveduti (il nucleo originale della band addirittura risale al 1994) e molto buona e cristallina anche la produzione, che dà un tocco di professionalità in più. Quale è il problema qui? Purtroppo la voce non è all'altezza del resto, in alcuni casi sembra essere del tutto fuori luogo rispetto al contesto musicale e non sto parlando del cantato in italiano, sto parlando proprio di stile canoro sfalsato. So che le critiche danno molto fastidio di questi tempi, purtroppo non posso fare a meno di dire ciò che penso e con una voce così è come se gli Auticada viaggiassero su una ferrari con il freno a mano tirato. Una promozione con lode per il lato strumentale e compositivo, una stiracchiata sufficenza se si prende in considerazione il complesso.
Fyragon
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| HOLY METAL - Metal web zine
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AUTICADA - AUTICADA
Decisamente sfortunati gli Auticada che, a leggere la biografia, dimostrano una vera e propria passione per la loro musica e, nonostante numerosi problemi di line-up che hanno caratterizzato i quasi 10 anni di attività, hanno continuato imperterriti a portare avanti il loro progetto. Alti e bassi, quindi, che hanno visto la band mantovana vincitrice di importanti concorsi locali e aprire per i concerti locali di gruppi quali Labyrinth e Vision Divine, fino a continui cambi di formazione e periodi di inattività.
Questo fra le mie mani è il terzo lavoro della band: un demo di 5 brani, di cui 1 strumentale, per circa 25 minuti di ascolto. Si tratta di un progressive dalle venature molto rock, gli Auticada fanno propria la lezione dei principali artisti prog metal internazionali ma anche del prog rock nostrano come PFM e compagnia, fondendo il tutto in modo assolutamente lineare e personale. Meritevoli sotto l'aspetto compositivo, sebbene in alcuni momenti le linee vocali risultano molto simili fra di loro ed un po' scontate, è da lodare la loro scelta di cantare in italiano. E' questo un elemento abbastanza raro in un gruppo metal, sia perchè la nostra lingua poco si presta al genere, sia perchè un testo in italiano rischia di essere banale o difficile da adattare metricalmente e musicalmente ad una base metal, sia perchè per molti gruppi il cantare in inglese è solo un mascherare dei testi banali. Se da un lato è quindi meritevole la scelta coraggiosa degli Auticada, di rendere più diretti i propri brani, dall'altra parte non sempre il testo si sposa bene con la metrica e la linea melodica della voce che risulta, in alcuni momenti eccessivamente cadenzata e forzata. Ed'è proprio la voce l'elemento che meno mi convince in questo lavoro anche se, da come mi sembra di capire dalla biografia, gli Auticada hanno già cambiato due singer dalla relase di questo promo.
E' forse questo il peggiore nemico del gruppo: l'instabilità della formazione; ogni cambio di formazione comporta dei cambiamenti e degli stravolgimenti interni di cui questo demo risente molto. Auguro a questa band di trovare una propria stabilità interna, perchè le potenzialità ci sono e sono anche molto buone!
Voto : 6
Francesco
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| Raw and wild - Heavy' zine eighties-web radio
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AUTICADA - AUTICADA
Leggere e delicate sonorità si affacciano con timidezza su Auticada, un demo stile rock- progressivo calmo e tranquillo. “Dimentica” opener del cd, appare come un velo delicato che purtroppo non riesce a decollare per via della voce: atona e
con poco carisma. “Aurea 1”, “Maschera”, “Aurea 2” e “Vivo”, musicalmente intrise di tastiere, non sempre convincono, ma spaziano piacevolmente negli stilemi dettati dal genere. Al primo ascolto si può pensare di aver orecchiato
già in qualche album degli Asia alcune sonorità ed invece, ascoltando meglio i brani proposti, si può apprezzare il lavoro dei singoli musicisti: generosi nelle melodie e originali nelle composizioni.
Ignis fatuus
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| True metal.it- true heavy on line
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AUTICADA - AUTICADA
Attivi dal 1994 con una formazione che si proponeva di suonare pezzi originali di rock italiano, gli Auticada sono una band che ha cambiato molto nel corso degli anni, e che probabilmente trova la propria identità proprio nell'idioma
italico, rappresentando esso la costante nella produzione della band. Compositivamente gli Auticada devono molto al già citato rock italiano nella sua accezione più pop, ma non disdegna di strizzare l'occhio al glorioso passato prog rock del
nostro paese.
Pur autodichiarandosi una prog rock band, mi permetto di dissentire dalla facile (e al contempo pericolosa) etichettatura, dal momento che i brani presentati su questo demo mi sembrano soltanto "spruzzati" da qualche atmosfera cara ai
vari PFM, Banco e Rovescio della Medaglia, mentre è più marcato il lato easy listening: i pezzi sono caratterizzati spesso da soluzioni minimaliste e iterate. Il caso più lampante è costituito dalle tastiere di Massimo Pirotti, spesso
impegnato in riff/ rondò ai limiti della noia, ma anche la chitarra di Antonio Facchini e il basso di Marco Baldini non offrono prestazioni esecutivamente brillanti. D'altronde è innegabile qualche sprazzo di vera progressione, sottovalutata
per colpa soprattutto di una produzione soffocata, e, ahime, di una voce assolutamente fastidiosa: oltre a cantare linee melodiche à la CCCP/CSI su una base class rock, Alessandro Zani si dimostra con i suoi continui out-tone tecnicamente
inadeguato.
Impossibile formulare un parere sul batterista Davide Lamagni, che si trova costantemente penalizzato dal sound.
Con queste premesse rimango perplesso quando leggo che la band ha aperto per i Labyrinth nel 2000 e per i Vision Divine nel 2001 (entrambe le volte alla Festa dell'Unità di Suzzara), pur vantando una non fertilissima attività compositiva (12
pezzi in 10 anni riproposti nei vari demo), ma tant'è. Per me la band non può che essere rimandata alla prossima "sessione".
Windseeker
Voto: 40
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| HOLY HOURS
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AUTICADA - AUTICADA:
Grazie alla discreta attività del sito ho avuto l'opportunità di imbattermi in un demo dei mantovani Auticada. Il cd si presenta ben confezionato, con una cover stilizzata dall'impatto felice grazie ad un blu elettrico, totalmente predominante, che mette ben in risalto il nome (rappresentato a mo’ di logo) della band.
Sommiamo tutto questo all'esperienza che il gruppo ha accumulato dal novantaquattro ad oggi e alla perseveranza nel fare buona musica, nonostante i continui cambi di line up, ed otteniamo il risultato finale che è il demo "Auticada" composto da brani, facenti parte di registrazioni precedenti, riarrangiati e inglobati in una track list rinnovata e più accattivante. Durante l'ascolto affiorano le loro radici pervase di progressive rock stile anni settanta (vedi i "Quella vecchia locanda") ma audaci nell'unirsi a venature di un metal leggero che imprime al loro sound una maggiore efficacia d'impatto.
I testi, volutamente ermetici e cantati in italiano, parlano delle angherie che assillano l'uomo e del suo difficile rapporto con la società vista come palestra di vita e donatrice di esperienze in bianco e nero.
Gli Auticada sono dunque una band matura che sa miscelare sapientemente il loro sound alle liriche traendone un intreccio di atmosfere frutto di tanta creatività e padronanza strumentale che, se sfruttati costantemente, non tarderanno a renderli noti.
DIMENTICA: Brano introspettivo che si apre con sontuosi tappeti di tastiere per poi sfociare in un ritmato gradevole accarezzato dalla voce tesa e ispirata del cantante. Le liriche raccontano il malessere della vita e il difficile rapporto che l'uomo ha con essa.
AUREA1: Prova strumentale a cui si sottopone il gruppo superandola a pieni voti. Ogni suono emesso in questo brano è protagonista; batteria, tastiere, chitarre e basso danno il meglio per creare queste atmosfere intrise di arazzi heavy metal alle quali non può sfuggire neanche l'ascoltatore più esigente.
MASCHERA: Siamo all'apice del bello e del ben fatto. Maschera racchiude tutte le cose migliori che ci propongono gli Auticada. Lodevolissime le musiche (in particolare il piano che sembra venire da una colonna sonora di Michael Nyman) e apprezzabili il testo e gli arrangiamenti.
AUREA2: Traccia sontuosa ed epica sorprende per la naturalezza e la semplicità con la quale viene interpretata e propostaci dalla band, segno di un lavoro costante e fatto seriamente in seguito all'avvenuta presa di coscienza dei propri mezzi. Ancora lodi alle tastiere.
VIVO: Adrenalina ed energia racchiuse in Vivo concludono in bellezza il demo. Di sicura ispirazione metal il brano è caratterizzato da un ritmo incalzante e crescente che vibra fino all'ultimo secondo della track invogliandoci a ripremere il "play".
Michele Perrella.
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| METALLIZED
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AUTICADA - AUTICADA:
Band mantovana dalla pluriennale esperienza, gli Auticada ci presentano un demo di cinque brani per un totale di 25 minuti circa. Il genere proposto è un hard rock sinfonico
venato di prog cantato in italiano che non rende assolutamente il lavoro banale in quanto i testi nascondono comunque un significato profondo.
Il gruppo ci presenta subito due facce della stessa medaglia: da una parte abbiamo un lavoro strumentale costituito da chitarra e batteria che sono l’anima più dura degli Auticada, i cui passaggi intrecciano trame al limite del prog metal.
Di contro invece abbiamo voce e tastiere: la prima è l’elemento melodico del gruppo, il cui singer opta per linee vocali tranquille senza mai volersi imporre o sovrastare il resto del sound con sterili acuti o aggressività tipica dei cantanti
metal.
Le tastiere, di proprio conto, sono invece l’elemento sinfonico della band: i passaggi di keys spostano il sound degli Auticada verso lidi più classicheggianti più che sul prog metal vero e proprio.
Quanto detto in precedenza, la combinazione di voce e tastiere infondono delle sensazioni che si possono definire tranquillamente oniriche, ad eccezione dell’ultimo brano “Vivo” il quale è l’unico che presenta un sound maggiormente
aggressivo, sempre però in equilibrio tra musica e testo.
Le liriche, anche se non assimilabili al primo ascolto, non sono affatto banali e parlano di angosce e paure e incertezze che fanno parte di tutti noi, sentimenti con i quali ci scontriamo ogni giorno.
Penso che in questo senso lo scopo degli Auticada sia quello di trasmettere della emozioni a chi ascolta, sensazioni differenti per ognuno a seconda del proprio stato d’animo: una prova decisamente riuscita.
Marco Lo Faro "Wrathchild"
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| STILLBORN web-zine
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AUTICADA - AUTICADA:
Attivi da 10 anni gli Auticada possono considerarsi un'interessante realtà del panorama rock italiano, almeno per le idee e gli intenti che hanno e cercano di realizzare, dopo 3 demo (questo è il terzo) i ragazzi non aspettano altro che pubblicare il primo album del quale sono già pronte tutte le canzoni.. la storia degli Auticada è quasi irritante per tutte le disavventure che hanno affrontato nella loro strada tra molteplici cambi di line-up, abbandoni, rinvii dell'uscita del primo full-lenght.. insomma un sacco di casini..
In questo demo del 2002 gli Auticada ci mostrano una formazione dedita a uno strano tipo di rock sinfonico.. uno strano ibrido che dopo vari ascolti non sono ancora riuscito a decifrare bene per giudicare se questo può considerarsi un lavoro positivo o meno.. infatti i nostri ragazzi mischiano molto e su vari campi dal metal al rock italiano ottantiano, all'hard rock intriso di venature pop e prog anni'70..
..è difficile per me gustare pienamente del loro sound (specie per certe scelte "metallose" che mi sembrano inutili) dove gli ultimi Nomadi, si mischiano ai Timoria (intendo Renga) e a momenti à la "Mussida" che si diverte a fare il metallaro, il tutto condito da un batterista veramente bravo e da un tastierista che crea sognanti melodie sinfoniche.. il problema è che in questo strano mix ci sono due cose che non vanno bene (o almeno una delle due deve essere eliminata): e cioè o il cantante si mette a cantare da metallaro con tanti di strillanti acuti oppure il gruppo dovrebbe moderarsi nella composizione non eccedendo col metal (riffi, batteria) e con tutte 'ste tastiere iper-sinfoniche.. da quello che leggo pare che i mantovani abbiano deciso di cambiare cantante sostituendo Alessandro Zani, con Riccardo Roverso nella speranza (mia) che il sostituto possa fare meglio del suo predecessore che forse era la parte peggiore del gruppo.. basti pensare che la canzone più bella di questo demo è la strumentale Aurea 1!!
Dai! insomma, sono molto fiducioso in questo gruppo che sembra avere moltissime idee ma che non riesce a sfruttarle nel migliore dei modi..
C.D.M.
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| MUSIC HEART web-zine
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AUTICADA - AUTICADA:
Cinque tracce di progressive rock dove le tastiere dettano legge, sostenute da chitarre melodiche e potenti. Il disco è ben curato e pulito, ma il tutto manca di creatività, i brani sono poco originali: eccezione fatta per qualche intermezzo melodico, le strutture si limitano alla classica formula strofa-ritornello-strofa, interrotta da un assolo di tastiera o chitarra. Le canzoni sono orecchiabili e ben curate, ma deficitano di una ricerca del suono o di innovazione delle metriche, rendendole semplici pezzi qualunque. La tecnica non manca, ma ad essa va aggiunta una maggiore ricerca di uno stile personale, che distingua il quartetto da altri gruppi dediti allo stesso genere.
Lester M.
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| METAL MANIAC web-zine
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AUTICADA-AUTICADA:
Gli Auticada sono una band attiva nella pianura mantovana sin dal 1994, ma in passato hanno dovuto combattere con vicissitudini varie e frequenti cambi di formazione, giungendo ad una line-up stabile solo di recente; non stupisce quindi il fatto che il nome possa giungere nuovo alle orecchie del qui presente recensore e degli ascoltatori. Ad ogni modo, tralasciando il lato biografico, gli Auticada si segnalano per un rock melodico che pesca sia dalla tradizione pop-rock italiana (ad esempio i tanto deprecati a torto Timoria) al progressive anni settanta, anche se quest'ultima influenza è decisamente meno marcata. Per trattarsi di una demo la produzione è a livelli accettabili, anche se emergono sin dal primo ascolto alcuni difetti che purtroppo penalizzano la resa generale del cd: innanzitutto le tastiere affidate a Massimo Pirotti sono troppo prepotenti rispetto al resto degli strumenti e massacrano in particolar modo voce e chitarre. Soprattutto il vocalist Alessandro Zani è estremamente penalizzato dalla scelta, ed è un peccato perchè sinceramente apprezzo molto il coraggio dei mantovani di proporre un repertorio interamente nella nostra lingua. Soprattutto quest'ultimo fattore conferisce un tono di originalità al cd e gli consente di sollevarsi al di sopra della sufficienza, fermo restando però che il lavoro da svolgere in fase di mixaggio e di produzione in futuro dovrà tenere per dovere di cose conto dei difetti sottolineati dal qui presente. Onirica l'introduzione dell'opener Dimentica, affidata alle tastiere, la traccia a mio avviso risulta la migliore all'interno del disco anche grazie ad una bella prova della chitarra di Antonio Facchini e ad un'ingerenza meno autoritaria delle tastiere che invece si fanno apprezzare per piacevoli assoli. Gradevole la seconda fatica Aurea 1 che però scade leggermente nelle parti strumentali, leggermente noiose e pesanti da ascoltare. Introdotta da un coro ecco Maschera, canzone di buon livello, che purtroppo risulta la più penalizzata dai difetti di produzione precedentemente elencati. Buono comunque il lavoro svolto dalla band in generale. Le successive Aurea 2 e Vivo non riescono ad incidere come le tre sorelle precedenti anche se riconosco che si assestino su un livello decisamente al di sopra della sufficienza. Insomma agli Auticada di certo non manca la bravura, ma soltanto quella convinzione nei propri mezzi che potrebbe consentire ai mantovani di osare molto di più. Ora come ora la band risulta troppo tastiere-dipendente per farsi apprezzare al massimo però punti a favore ce ne sono, eccome; soprattutto vorrei complimentarmi con i ragazzi per la scelta di cantare in italiano.
Voto: 6,5
Brown Jenkin
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| BABYLON MAGAZINE web-zine
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AUTICADA-AUTICADA:
Band già attiva dal 1994 e con all'attivo due demo alle spalle, gli Auticada sul finire del 2002 ultimano un'altra autoproduzione, che raccoglie cinque nuove tracce. Non so quanto senso possa avere parlare oggi di un promo finito di registrare da ormai due anni (immagino che da allora il sound del gruppo abbia avuto parecchie evoluzioni), ma mi accingo all'ascolto, incuriosito dall'inconsueto nome della band. Già il primo brano delinea chiaramente lo stile del quintetto mantovano: una sorta di prog. rock sinfonico cantato interamente in italiano. Vabbè non è proprio il mio genere preferito, ma proseguiamo... Dopo l'opener "Dimentica", nella quale il singer Alessandro Zani regala un cantato molto efficace, il disco prosegue con Aurea 1, brano strumentale di buona atmosfera che, durante i quattro minuti d'esecuzione, stupisce con continui cambi di tempo. Il disco prosegue piacevolmente fino al termine, senza particolari cali d'intensità. Gli Auticada mostrano buone doti tecniche e compositive, anche se a tratti cadono in errori abbastanza banali. La costante ricerca di melodie facilmente orecchiabili provoca un evidente appiattimento dei suoni, che finiscono per presentare una veste uniformata in tutte le canzoni. Il cantante lungo il disco si smarrisce, non riuscendo più a ritrovare l'intensità del primo brano, e in alcuni passaggi (in particolar modo durante l'inciso di Aurea 2) mostra vistose incertezze nell'intonazione della voce. La produzione, seppur sufficiente per un demo promozionale, lascia un po' perplessi. Chitarre, basso e batteria sono piuttosto fiacche (soprattutto nell'ultimo pezzo "Vivo", che al contrario del nome appare invece un po' smorto) e la tastiera in molte parti è decisamente ingombrante. In conclusione gli Auticada con questo demo fanno vedere buone cose e, anche se non riescono mai a convincere fino in fondo, meritano comunque la piena sufficienza.
Voto: 6 (Marco Ragno)
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